Sciacchetrà

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CINQUE TERRE SCIACCHETRA’

Vino bianco passito, deve il suo nome al metodo di vinificazione.

Uvaggio: Bosco (80%), Albarola, Vermentino.

Il termine sembra derivare da un antico termine con cui si indicavano le bevande fermentate: shaker. La tecnica di appassimento potrebbe essere stata introdotta nell’VIII SECOLO a.C. da esuli greci, o forse semplicemente derivare dalle contaminazioni delle tecniche di vinificazioni antiche diffuse sul territorio italico.

Si tratta di un vino passito difficile da ottenere, si raccolgono prematuramente i grappoli migliori (prevalentemente uva Bosco), si appendono a fili nelle cantine di sasso o distendono sui graticci.

Cosi rimangono sino al 1 di novembre, condizioni climatiche permettendo, scongiurando muffe o l’eccessiva essiccazione.

Il passo suggestivo è la sgranatura a mano, acino per acino, facendo attenzione a scartare il frutto non sano.

Si passa alla fase di pigiatura; da quel momento il vino rimane in acciaio o in legno per la fase di fermentazione.

Passando da mosto a vino, rimane in affinamento per 18 mesi.

Vinificazione: le uve sono vinificate in acciaio con lieviti indigeni a contatto con le bucce per almeno tre settimane senza controllo della temperatura. Durante la fermentazione si effettuano vari rimontaggi per estrarre dalle bucce profumi, tannini e colore. Alla fine della fermentazione il vino viene separato dalle bucce e rimane a contatto con le fecce nobili per 12 mesi.

Note degustative: aromi di albicocca, agrumi canditi, erbe officinali secche, curcuma e iodio. Al palato la dinamica dolce e cremosa è innervata dalla sapidità.

Colore: giallo ambrato.

Abbinamenti: decisamente solo o con formaggi dal carattere deciso.

Tradizionale l’abbinamento con i dolci-panettone genovese.

Temperatura di servizio: 14 gradi.


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